8. Piedi freddi, cambiamenti della pelle o ferite che non guariscono
La riduzione del flusso sanguigno agli arti inferiori può provocare altri cambiamenti.
Tra i possibili segnali troviamo:
un piede più freddo dell’altro;
dita fredde o intorpidite;
pelle liscia e lucida;
pallore o colorazione bluastra;
perdita di peli sulle gambe;
crescita lenta delle unghie;
polso debole nei piedi;
ferite che guariscono lentamente;
ulcere su dita, piedi o caviglie;
dolore al piede anche durante il riposo.
Una ferita che non guarisce non deve essere ignorata, soprattutto in presenza di diabete, fumo o problemi circolatori.
Un piede improvvisamente freddo, pallido, molto doloroso o privo di sensibilità può indicare un blocco acuto del flusso sanguigno.
In quel caso è necessaria una valutazione immediata.
Non applicare rimedi casalinghi su ulcere o lesioni senza averne chiarito la causa.
9. Debolezza o intorpidimento improvviso su un lato del corpo
L’aterosclerosi delle arterie che portano sangue al cervello può contribuire a un ictus ischemico.
I sintomi tendono a comparire improvvisamente.
È fondamentale ricordare questi segnali:
viso asimmetrico o bocca storta;
debolezza o intorpidimento di un braccio;
difficoltà a parlare;
parole confuse;
incapacità di comprendere una frase semplice;
perdita improvvisa dell’equilibrio;
problemi improvvisi alla vista;
forte mal di testa insolito.
Un metodo semplice è chiedere alla persona di:
sorridere;
sollevare entrambe le braccia;
ripetere una frase.
Se un lato del volto cede, un braccio scende o il linguaggio è alterato, bisogna chiamare subito il 112.
Non aspettare che i sintomi passino.
Non far mangiare o bere la persona.
Non somministrare farmaci di propria iniziativa.
Ogni minuto può essere importante.
Anche un disturbo che dura pochi minuti è urgente
A volte i sintomi neurologici scompaiono rapidamente.
La persona torna a parlare bene.
La forza ritorna.
La vista si normalizza.
Questo potrebbe essere un attacco ischemico transitorio, spesso chiamato TIA.
Anche se il disturbo si è risolto, serve una valutazione urgente perché può essere un avvertimento di un ictus futuro.
Non è possibile distinguere con certezza un TIA da un ictus nelle prime fasi senza assistenza medica.
10. Disfunzione erettile persistente
Un’erezione richiede un adeguato afflusso di sangue.
Per questo una disfunzione erettile persistente può essere associata a problemi dei vasi sanguigni e agli stessi fattori di rischio della malattia cardiovascolare.
Tra questi troviamo:
diabete;
pressione alta;
colesterolo elevato;
fumo;
obesità;
sedentarietà.
La disfunzione erettile non dimostra però che un uomo abbia necessariamente arterie ostruite.
Può dipendere anche da:
stress;
ansia;
depressione;
farmaci;
problemi ormonali;
disturbi neurologici;
problemi relazionali;
consumo di alcol;
altre condizioni mediche.
Se il problema persiste, parlarne con il medico può essere utile non soltanto per la vita sessuale, ma anche per controllare pressione, glicemia, colesterolo e rischio cardiovascolare.
Non bisogna assumere farmaci o integratori acquistati online senza una valutazione professionale.
Questi sintomi significano sicuramente che le arterie sono ostruite?
No.
Nessuno dei dieci segnali permette, da solo, di fare una diagnosi.
Dolore al petto, stanchezza, palpitazioni e vertigini possono avere numerose cause.
Anche il dolore alle gambe può dipendere da:
artrosi;
problemi muscolari;
compressione dei nervi;
disturbi della colonna vertebrale;
problemi venosi.
La diagnosi richiede una visita medica e, quando necessario, esami specifici.
Il pericolo consiste in due errori opposti:
convincersi che ogni disturbo sia dovuto a un’arteria ostruita;
ignorare sintomi importanti attribuendoli soltanto allo stress o all’età.
Il medico valuta sintomi, fattori di rischio, storia familiare ed esame fisico per decidere quali controlli siano realmente indicati.
Come vengono controllate le arterie?
Gli esami dipendono dalla zona interessata e dai sintomi.
Il medico potrebbe prescrivere:
analisi del sangue per colesterolo e glicemia;
misurazione della pressione;
elettrocardiogramma;
ecocardiogramma;
test da sforzo;
ecografia Doppler;
indice caviglia-braccio;
TC o risonanza dei vasi;
angiografia coronarica o periferica;
altri esami specialistici.
Non tutte le persone hanno bisogno di una TAC o di un’angiografia.
Gli esami vengono scelti in base al rischio e alla probabilità che il risultato modifichi il trattamento.
I controlli “completi” acquistati autonomamente non sono sempre necessari e possono talvolta produrre falsi allarmi.

