Quando Emilia aveva solo pochi anni, prese una decisione che avrebbe cambiato il destino di tutta la sua famiglia: studiare medicina all’università più prestigiosa del paese.
Cresceva in un piccolo villaggio, circondata da persone umili e laboriose. Fin da bambina, si era rivolta a un medico dopo che uno specialista le aveva salvato la vita durante una grave malattia. Per lei, la medicina non era solo una professione: era una missione.
Ma c’era un problema.
La carriera costava molto più di quanto la sua famiglia potesse permettersi.
Suo padre aveva lavorato per decenni in una fabbrica per un modesto stipendio. Sua madre aveva fatto due turni di guardia per contribuire al sostentamento della famiglia. E suo nonno, Don Ernesto, un pensionato di settantatré anni, assisteva in silenzio al crollo del sogno della nipote.
