Tornai a casa esausto, sperando in una notte tranquilla, ma un dettaglio mi fece capire che qualcosa non andava. La porta della camera da letto era leggermente socchiusa, e una strana luce filtrava dalla fessura, illuminando il pavimento in modo innaturale. Ogni passo verso il letto sembrava echeggiare nel silenzio, mentre il cuore batteva più forte di quanto avrei voluto ammettere.
Appena entrai, notai immediatamente il disordine: il letto era rifatto a metà, con lenzuola che non avevo disposto io e cuscini spostati in maniera irregolare. L’aria era impregnata di un odore dolce e inusuale, simile a una miscela di fiori e incenso, ma stranamente sgradevole. Mi avvicinai al comodino e trovai un piccolo oggetto che non riconoscevo, una lettera piegata con cura, appoggiata sopra il mio libro preferito.
Con cautela, mi sedetti sul bordo del letto, cercando di raccogliere i miei pensieri. Il dettaglio che mi aveva fatto capire che qualcosa non andava non era solo il disordine: era il silenzio innaturale della stanza. Solitamente, il ticchettio dell’orologio sul comodino o il ronzio leggero del frigorifero vicino al corridoio riempivano l’ambiente, ma quella sera, tutto era immobile, quasi sospeso.
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